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domenica 22 aprile 2018

Spaghetti integrali primaverili!



L'arrivo della primavera e del caldo è il momento migliore per gustare piatti freschi e colorati e questa domenica mi è venuta voglia di preparare una pasta integrale con peperoni, asparagi, feta e mandorle, ascoltando una delle mie cantanti preferite!

Ingredienti:

  • 350 gr di spaghetti integrali
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • un pomodoro
  • 1 mazzo di asparagi
  • 2 scaologni
  • 100 gr di feta
  • 50 gr di mandorle
  • olio extravergine d'oliva
  • sale

Pulire tutte le verdure. tagliare gli asparagi a pezzetti e metterli a bollire in acqua salata per 10 minuti.  Tagliare i peperoni a cubetti eliminando i semi, lo scalogno a fettine sottili, il pomodoro a pezzetti e trasferire tutto in padella con olio extravergine d'oliva e sale. Cuocere a fuoco basso per 15 minuti aggiungendo gli asparagi a  metà cottura. Mettere a bollire l'acqua per la pasta. tritare le mandorle.  Quando i peperoni saranno morbidi aggiungere la feta sbriciolata e amalgamare tutto. Quando la pasta sarà cotta farla saltare in padella nel condimento preparato per qualche secondo, poi servire e spolverare con la granella di mandorle.

Song: "Whole Lotta Love" Tina Turner



Questo album è sorprendente. Acid Queen è il secondo album da solista di Tina Turner, pubblicato nel 1975 per EMI nel Regno Unito e negli United Artists negli Stati Uniti.ed è un album immensamente divertente dall'inizio alla fine. Nel 1974, Tina partecipa alle riprese del musical Tommy, basato sull'omonimo concept album degli Who, in cui interpreta The Acid Queen, una prostituta che usa LSD come stimolo sensoriale. “Sono garantita per sconvolgere l’anima” cantava Tina a uno spaventato Roger Daltrey. E questa donna l’anima riesce davvero ad incendiarla, con la sua incredibile voce.” Under My Thumb” e “Let's Spend The Night Together”, entrambe le canzoni dei Rolling Stones firmate da rockstar come Jagger / Richards sono rese completamente nuove da Tina, come per “I Can See For Miles”, una canzone originariamente degli Who pubblicata in precedenza per  Tommy. “Whole Lotta Love”, un brano dei Led Zeppelin è trasformato in un sensuale  quasi "groove porno" assolutamente rock nelle mani di Tina. Alcune composizioni di Ike Turner appaiono anche qui: “Baby Get It On”, l'ultimo successo di Ike & Tina, “ Bootsy Whitelaw”, “Rockin '& Rollin'”,” Pick Me Tonight” tutte cantate con quell’energia contagiosa che non ti fa star fermo mentre le stai ascoltando . Contiene anche la straordinaria cover di “I’ve been loning you too long” di Otis, che Tina interpreta con grande sensibilità. Se qualcuno dovesse mai dire che le donne nere non possono fare Rock, ascoltando "Acid Queen" cambierebbe idea. Acid Queen non solo ha dimostrato che Tina è stata la vera forza  del duo con Ike, ma ha anche prefigurato la brillante seconda fase della sua carriera.

domenica 15 aprile 2018

Torta di borragine e bieta.





Il  territorio ligure in questa stagione è ricco di borragine, una pianta caratteristica per i fiori blu e le foglie ricoperte da una sottile peluria. I fiori e le foglie sono entrambi commestibili, ma è preferibile mangiare, soprattutto quest’ultime, cotte, sia per eliminare facilmente la peluria, sia per non rischiare un’intossicazione del fegato: sembra infatti che le foglie, a crudo, presentino sostanze epatossiche. La borragine può essere trattata come gli spinaci e le biete e questa domenica ho pensato di prepararvi proprio una torta di borragine e bieta.

Ingredienti:
700 g di bieta
100 g di foglie di borragine
40 g di parmigiano grattugiato
3 uova
20 g di burro
250 g di ricotta
2 porri
2 cucchiai di latte
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale

Per la pasta
250 g di farina
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
sale

 Preparare la pasta: lavorare a lungo la farina setacciata con l’olio extravergine di oliva, unire anche 1/2 bicchiere scarso di acqua e un pizzico di sale. Impastare fino a che gli ingredienti non saranno amalgamati, quindi modellare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola trasparente e farla riposare per 1 ora. Nel frattempo, pulire la bieta e farla scottare per qualche minuto in acqua bollente e salata, poi scolarla, strizzarla e tagliarla grossolanamente.  Tritare i porri mondati e farli soffriggere in una padella con 4 cucchiai di olio extravergine. Unire la bieta e farla insaporire mescolando. Lasciar raffreddare, unire le uova sbattute, la ricotta, la borragine pulita e tagliata grossolanamente, il parmigiano, aggiustare di sale e mescolare per ottenere un composto omogeneo.  Imburrare uno stampo a cerniera, foderarlo con un disco di pasta  e riempirlo con il ripieno. Chiudere i bordi della torta e spennellarli con il latte. Infornate a 180 °C per circa 40 minuti.

Song: " Feelin' Good" Nina Simone.




Nina Simone è stata una delle più grandi cantanti e autrici della storia della musica, probabilmente l’unica a esprimersi ai massimi livelli sia nel jazz sia nel blues, soul, folk, pop, o qualsivoglia genere musicale che le fosse vicino per sensibilità e radici culturali. Ma non tutte le storie sono fiabe e la vita di Nina Simone ne è la dimostrazione. La sua potente voce l'ha portata in giro per il mondo ma nonostante il suo successo,la Simone ha faticato enormemente per raggiungere lo status leggendario che ha oggi. Da bambina, il suo sogno non era quello di diventare una famosa musicista jazz. In realtà, voleva essere una pianista da concerto, adottando il suo stile da suoni come Beethoven e Brahms. Sperava persino di essere la prima concertista afroamericana.  Tuttavia, il mondo aveva altri piani per lei. I soldi nella sua famiglia erano pochi, e arrivò il momento in cui non poteva più permettersi una scuola di alto livello come la Julliard. Di conseguenza, Nina lasciò il prestigioso college e tornò a casa. Immagina di essere in grado di entrare in una scuola di musica estremamente competitiva solo per dover rinunciare a causa di fondi insufficienti. Questo era uno dei tanti ostacoli che Nina si è trovata a dover superare. Mentre era a casa, Nina non ha abbandonato la sua passione per la musica. Poiché il denaro scarseggiava,  iniziò a dare lezioni di musica agli studenti del suo quartiere. Dopo aver insegnato per qualche tempo, decise di provare a promuovere la sua educazione musicale. Per fare questo, ha presentato una domanda al Curtis Institute of Music ma gli è stato negato l’accesso a causa della sua razza : era una donna di colore che cercava di farsi un nome quando tutti intorno a lei volevano che lei tacesse. Questo è uno dei motivi per cui , una volta arrivata al successo, Nina Simone si è trovata coinvolta nel movimento per i diritti civili e ha usato la sua musica per elevare i neri in tutto il paese e in tutto il mondo. Sebbene fosse stata discriminata a causa della sua razza, Nina era molto orgogliosa di essere nera e di creare canzoni con testi di empowerment e rivoluzione. L’attentato del 1963 a una chiesa di Birmingham rappresenta uno dei punti di svolta della carriera di Nina Simone. Ha scritto “Mississipi Goddam” come forma di protesta e la canzone l’ha trasformata in qualcosa di molto raro, ai tempi: una cantante nera che raccontava i movimenti dei diritti civili. Mentre tutti gli attivisti iniziarono ad apprezzare Nina Simone, le stazioni radiofoniche mostrarono tutto il loro disappunto non solo censurando “Mississipi Goddam” dalle loro trasmissioni , mandando indietro i dischi spezzati a metà.Dal momento in cui Nina Simone ha iniziato a focalizzare le sue energie sui movimenti per i diritti civili, capitava spesso di sentirle dire sul palcoscenico cose come: “Siete pronti a uccidere per la causa, se necessario?”. L’artista non ha mai nascosto quello che pensava, nemmeno a Martin Luther King, a cui una volta disse:  “Io non sono contro la violenza» e lui le rispose «non c’è problema sorella. Non devi esserlo».  Quel sentimento di estraniazione e di contrastata ambizione è ampiamente leggibile in tutta la sua opera così come la sua spasmodica ricerca d’amore, avversata da ruvide violenze da parte del marito Adrew Strudd e dalle sue di violenze, nei confronti della figlia.. Non sorprende che i dualismi che hanno marchiato a fuoco la sua esistenza l’abbiano portata da un lato alla gloria per via di una musicalità, una potenza e una capacità forse anche spaventosa di rendere l’essenza stessa di una canzone; dall’altro verso una follia quasi inevitabile che la portò a vere crisi maniaco depressive che sfociarono in una dagnosi di disturbo bipolare Una sensibilità esasperata e tormentata si è riflessa dunque su tutto, travolgendo gli animi, le cose, i rapporti umani, la carriera artistica tra splendori eccelsi e miserie inenarrabili. Di sicuro la sua integrità di donna e di artista l’ha trascinata verso la purezza della sincerità assoluta di fronte alla musica, al cospetto dell’esistenza.


domenica 8 aprile 2018

Parmigiana di peperoni gialli, melanzane e zucchine.



Ieri mattina durante una passeggiata in paese sono passata davanti al verduraio e i miei occhi si sono soffermati per qualche minuto su una cesta di peperoni gialli bellissimi..ed è nata l'idea per il piatto di questa domenica: una parmigiana di peperoni, melanzane, zucchine e patate. Ho voluto apportare una variante alla ricetta classica: non ho fritto le verdure ma ho usato due metodi di cottura diversi, la piastra e il forno e questo ha reso il piatto molto più leggero!

Ingredienti:

  • 2 melanzane
  • 2 zucchine
  • 2 peperoni gialli
  • 1 patata grande
  • 500 gr di passata di pomodoro
  • 1 cipolla
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 mozzarelle
  • sale, pepe
  • olio extravergine d'oliva

Accendere il forno a 200°. Lavare tutte le verdure. Tagliare le melanzane a fette alte mezzo cm, cospargerle di sale e lasciarle spurgare per un'ora. Soffriggere la cipolla tritata con un po' d'olio, unire la passata , un pò di sale, un pizzico di zucchero e cuocere per 20 minuti. Tagliare le zucchine a fette alte mezzo cm e grigliarle. Cuocere allo stesso modo anche le melanzane lavate e asciugate. Tagliare i peperoni a fette e metterli su una lacca da forno ricoperta da carta forno, condirli con un filo d'olio, sale e pepe e infornare per 20 min. Pulire la patata e tagliarla a strisce sottili con il pelapatate. Mettere a bollire le strisce ricavate in acqua salata per 15 minuti. Quando tutte le verdure saranno cotte potete decidere di fare un' unica parmigiana o tante piccole porzioni, come ho fatto io, utilizzando degli stampini. In entrambe i casi procedere in questo modo: irrorare il fondo della teglia scelta con un po' di sugo di pomodoro, distribuire uno strato di mozzarella, un cucchiaio di parmigiano, melanzane, zucchine, patate, peperoni, sale e pepe, un po' di grana grattugiato,  altro sugo e qualche fettina di mozzarella. Continuare a strati fino a esaurire gli ingredienti e terminare con abbondante grana. Irrorare il tutto con un filo d'olio e cuocere in forno a 180° per 40 minuti.

Song: " Jimmy The Exploder"



Nel 1994 Megan Martha White serve da bere in un bar di Detroit, John Anthony Gillis la vede ed è amore a prima vista. Due anni dopo si sposano e John decide di prendere il cognome di lei, trasformandosi, così, nel suo alter ego più famoso, Jack White. Meg inizia a suonare la batteria per gioco e qualcosa scatta nella testa di Jack..Nascono, così, gli White Stripes. Nel 1999, Jack e Meg White pubblicarono il loro album di debutto omonimo,dedicato a Eddie James "Son" House, Jr, figura predominante del genere delta blues e introducendo un nuovo ed esplosivo mix di punk, blues e garage rock. Jack ha descritto l'album come "..il disco più sonoro, il più potente e il più vicino al suono di Detroit che abbiamo fatto”. Alcune band hanno bisogno di fare 2-3 album prima di trovare il sound giusto,  maturo e vendibile. “ The White Stripes” è una di quelle eccezioni che confermano la regola: parte "Jimmy the Exploder" e ti troverai a fare  headbang involontariamente.. la canzone è incredibilmente accattivante,  il riff principale, per quanto semplice, è geniale, e non sarai in grado di tirarlo fuori dalla testa.  Jack White era già molto bravo a suonare la chitarra quando hanno registrato questo album usa un sacco di inflessioni intenzionali dei toni , c'è una grande varietà di timbri tra cui twangy, scratchy, nasale e percussivo. Il drumming di Meg è semplice e ha un ritmo leggermente imperfetto. L'intero album suona come se Jack White fosse nel tuo garage  in un caldo pomeriggio domenicale, con un amplificatore e ti regalasse una sessione live assieme alla sua  Meg .La registrazione sembra asciutta, con poca eco. Ci sono alcuni sibili e graffi, come ci si potrebbe aspettare su un disco in vinile di 20 anni fa. Questo perchè l’album  viene registrato interamente nell'appartamento degli White, conferendo al tutto un approccio lo-fi. Il disco è in sostanza un’omaggio rock-garage  di Jack White a quel blues degli anni ’30 che tanto ama, e questo emerge in pezzi come "Stop Breakin' Down", cover di Robert Johnson. Nel disco emergono anche brani alla Led Zeppelin, come "Suzy Lee" o  "Sugar Never Tasted So Good" o “John the Revelator”. E poi si passa al rock’n’roll anni ’50 con  "Wasting My Time".  "Astro", "Broken Bricks" e "When I Hear My Name" ti stravolgono per portarti ad un’altra cover:  "One More Cup Of Coffee", di Bob Dylan che ti fa rallentare i battiti per qualche minuto..l’album si conclude con un blues languido, "I Fought Piranhas", lasciandoti la voglia di continuare nella scoperta degli album di quello che per me è uno dei pochi geni nel panorama musicale degli ultimi vent’anni.

domenica 25 marzo 2018

Rose alla marmellata di mirtilli.



Questa domenica ho pensato di postare la ricetta con l'aggiunta di un video..è il primo tentativo quindi perdonate gli errori ma volevo farvi vedere tutto il procedimento per realizzare questi dolcetti veloci e veramente gustosi..ascoltando i Blur!

Ingredienti

  • 200 g di farina 
  • 70 g di burro 
  • 70 g di zucchero 
  • 1 uovo
  • aroma alla vaniglia 
  • 120 g di marmellata di mirtilli
  • latte q.b.


In una ciotola lavorate la farina ed il burro a pezzetti fino ad ottenere un composto sabbioso.
Mescolate l’uovo con lo zucchero ed aggiungete alla farina, insieme all’aroma alla vaniglia.
Lavorate fino ad ottenere un composto omogeneo. Avvolgete nella pellicola e mettete in frigo per mezz’ora...ma se avete fretta o semplicemente non avete voglia di impastare usate della meravigliosa pasta frolla già pronta!
Stendete la frolla su un piano leggermente infarinato fino ad ottenere uno spessore di meno di mezzo cm. Ritagliate dei dischi del diametro di 12 cm.
Fate sei taglietti come in foto, mettete al centro la marme e chiudete i due “petali” opposti, dopo averli spennellati con il latte.
Spennellate anche i petali rimanenti
ed avvolgeteli attorno al bocciolo centrale, sempre unendo i due opposti.
Mettete negli stampini per muffin o nei pirottini di carta e fate riposare in frigo per almeno mezz’ora.
Cuocete in torno preriscaldato statico a 180° per circa 25 minuti.


 Song: "End Of The Century" Blur


 Il 23 marzo Damon Albarn ha compiuto 50 anni e nel corso degli ultimi 20 ha avuto la capacità di trasformare in oro ogni progetto a cui si è avvicinato, grazie al suo innato talento e alla capacità di circondarsi di musicisti eccezionali. In questi giorni ho riascoltato “Parklife”, una pietra miliare culturale della metà degli anni '90 del movimento Britpop. E’ il loro terzo album e credo abbia definito la loro carriera diventando il loro magnum opus. La band esplose con questo album, e mantenne un livello di consenso critico con i loro album fino al loro scioglimento nel 2003. Il loro album di debutto, “ Leisure” ,  con "There's No Other Way" ha sortito un  modesto successo oscurato da quello dei loro compagni di etichetta, Jesus Jones. Tuttavia iniziò a trovare il proprio sound con il singolo "Popscene"  all'inizio del 1992 arrivando al loro secondo album” Modern Life is Rubbish” nel 1993. In queste produzioni, i Blur hanno mostrato le influenze di XTC e The Kinks e hanno iniziato a muoversi verso gli sketch di personaggi, i ganci pop e il contenuto lirico chiaramente britannico. Sui brani di “Modern Life” come "For Tomorrow" e "Advert", Damon Albarn ha rivelato il suo genio di autore di canzoni intelligenti, lo spirito pungente e l’ occhio per i dettagli. Pubblicato poco meno di un anno dopo “Modern Life is Rubbish ” , “Parklife” ha ampliato molti dei temi musicali di quell'album. "Girls & Boys", il brano di apertura dell'album e singolo principale,  è una satira del disco-pop spesso suonata nelle discoteche europee. I testi della canzone contengono gran parte del sarcasmo sprezzante di Albarn, che deride i ricchi turisti britannici che usano locali mediterranei come Ibiza e la Grecia come fughe edonistiche. L'altro singolo iconico dell'album è la sua title track, con l'attore Phil Daniels, meglio conosciuto per aver interpretato il ruolo principale nel film del 1979  Quadrophenia . I versi sono un lungo monologo di Daniels sulla distinta mondanità della vita britannica (il momento clou della sua giornata? Nutrire gli uccelli nel parco..) .Per un disco di solito identificato come ottimista e giovane, molte delle tracce di "Parklife" si occupano di perdita o desiderio. Il personaggio del titolo in "Tracy Jacks", ad esempio, sperimenta un esaurimento nervoso mentre si avvicina alla sua crisi di mezza età. Bill Barrett in "Magic America" ha il sogno di trascorrere una vacanza americana consumata dal cibo e dallo shopping. "Badhead" parla della lenta separazione di due persone che una volta significavano molto l'una con l'altra. "This is a Low" viene spesso citato come highlight artistico dell'album e "To the End" è un grande esempio della capacità del gruppo di adattarsi a diversi stili musicali al di fuori della zona di comfort indie britannica, il testo della canzone sulla fine di una relazione sono punteggiati dalle risposte in lingua francese della cantante degli  Stereolab, Laetitia Sadier. Uscito nell'aprile del 1994, Parklife è stato un successo commerciale e critico, raggiungendo il primo posto nelle classifiche degli album inglesi. Ai Brit Awards del 1995, la band ricevette quattro premi, al momento il più assoluto per un singolo artista in una sola notte.. Poi il chitarrista Graham Coxon, decise di lasciare e Albarn si è inventato altro : la collaborazione con Tony Allen nel progetto “Mali Music” dopo la sua visita in Africa; la nascita dei Gorillaz, creati assieme all’amico disegnatore Jamie Hewlett durante la loro convivenza,, la superband The Good, The Bad and The Queen assieme a Paul Simonon, Simon Tong e Tony Allen..e altre collaborazioni,  i progetti solisti, i musical. E ogni progetto è stato accolto dal pubblico come un trionfo. Potere del genio!

domenica 18 marzo 2018

Strudel salato.


Solitamente quando si dice "strudel" il
pensiero va al dolce di origine ungherese con le mele, la frutta secca e la marmellata, ma questa volta vorrei proporvi una variante salata di questo piatto, preparata rigorosamente con quello che ho trovato dentro al mio frigorifero ieri sera!

Ingredienti:

  • 1 disco di pasta sfoglia
  • 1 peperone giallo
  • 1 cipolla di tropea
  • 1 zucchina
  • 2 fette di prosciutto cotto
  • 1 peperone rosso
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 50 gr di funghi champignon
  • 100 g di stracchino
  • Pinoli q.b.


Lavate la zucchina , il peperone , i funghi e tagliarli a dadini piuttosto piccoli. Affettate la cipolla e fatela rosolare nell’olio, poi unite le verdure.
Cuocete a fuoco basso con il coperchio per 15 minuti girando ogni tanto. Lasciate intiepidire e aggiungete il pangrattato,i pinoli e lo stracchino.
Srotolate la pasta sfoglia e versare il ripieno al centro e stenderlo delicatamente con il dorso di un cucchiaio. Adagiare le due fette di prosciutto sopra al ripeno. Avvolgete la pasta su se stessa, formando un rotolo. Sigillate bene le estremità, adagiate il rotolo cosi ottenuto con la stessa carta forno su una teglia e praticate delle piccole incisioni sulla sfoglia.
Infornate a 200°C per 30 minuti, in forno preriscaldato.
Lasciate intiepidire e servite tagliato a fette.



Song: "I Only Want To Be With You" Dusty Springfield


Oggi vi vorrei parlare di un’artista con cui ho l’onore di condividere il giorno di nascita, Dusty Springfield. L'afosa intimità e straziante urgenza della sua voce  hanno superato l'immagine e la moda, abbracciando tutto, dal pop lussureggiante orchestrato al ruvido R & B alla disco con raffinatezza ed eleganza rendendola una delle cantanti pop-rock più ascoltate della Gran Bretagna negli anni '60. Lei e suo fratello Tom presero confidenza con i successi radiofonici da bambini e poco più che adolescenti formarono un trio folk, gli Springfields, con Tim Field. Il gruppo era un equivalente inglese di Peter, Paul e Mary e ha ottenuto successi nel Regno Unito nel 1962-63 con "Island of Dreams" e "Say I Will not Be There", e ha raggiunto l'American Top 20 nel 1962 con "Silver Threads" e “ Golden Needles”.  Qualche anno dopo il trio si sciolse e Dusty ha continuato da sola la scalata al successo. Verso la fine del 1963 ebbe una hit nella Top 10 britannica con "I Only Want You Be Be You You", canzone in stile Motown che andò al numero 12 negli Stati Uniti all'inizio del 1964 e alla fine dello stesso anno divenne disco d’oro. Grandi compositori la corteggiano e la bella Dusty si trova a cantare “The Look Of Love”,  "I Just Do not Know What to Do With Myself" e "Wishin 'and Hopin"  firmate da Burth Bacharach e brani scritti da Aznavour, Carol King E Randy Newman. Nel 1965 condurrà uno special televisivo in cui ha l'opportunità di dar voce in Gran Bretagna alle star emergenti del rhythm and blues. Lo show, intitolato “The Sound Of Motown” ospita personaggi del calibro di Stevie Wonder, Marvin Gaye, The Miracles, The Supremes e The Temptations ed è l'occasione per il lancio del suo secondo LP, intitolato “Ev'rything's Coming Up” .Nel 1966 fa una cover della canzone di Pino Donaggio " Io che non vivo” che diventa “You don’t have to say you love me”, registrando la voce nella tromba delle scale perchè secondo lei suonava meglio. La canzone è stata  numero uno nel Regno Unito e il numero 4 negli Stati Uniti. Ha continuato a fare tournée e ha fatto apparizioni in TV con Tom Jones, Engelbert Humperdinck e in The Ed Sullivan Show. Nel 1969, con i produttori Jerry Wexler, Arif Mardin e Tom Dowd, incide “Dusty in Memphis” con  il primo singolo di successo internazionale "Son of a Preacher Man” (la canzone era stata scritta in origine per Aretha Franklin che però non l’ha voluta cantare, pentendosene successivamente!). Nel 1970 è tornata al pop con Brand New Me , che conteneva "Land of Make Believe", "Silly Silly Fool". In Inghilterra la sua popolarità diminuì, anche se "How Can I Be Sure", una cover dei Rascals, è stata una hit della Top 40 del 1970 nel Regno Unito. A quel punto aveva totalizzato 17 hit singoli nel Regno Unito e 10 negli Stati Uniti. Alla fine degli anni ’70 Dusty era arrivata al capolinea, neanche quarantenne, fiaccata dall’alcolismo, dalle insicurezze (lo stile di occhi truccati col mascara e i capelli cotonati la rese ammirata e molto imitata, ma lei continuava a vedersi bruttissima), torturata dal disturbo ossessivo-compulsivo di cui soffriva fin da ragazza, costretta dai sensi di colpa a tenere celata la sua omossessualità. Dusty  sarà lontana dalle scene fino alla fine degli anni 80, in cui torna alla ribalta grazie ai Pet Shop Boys, che la vogliono come partner nel brano “What Have I Done to Deserve This?”. Il brano, corredato di videoclip, irrompe al numero 2 delle classifiche sia statunitensi che britanniche. È stata anche protagonista della colonna sonora della serie televisiva “Scandal”, con "Nothing Has Been Proved", e nel 1990 “Reputation” è stato un album dei Top 20 del Regno Unito. Nel 1995 le fu diagnosticato un cancro al seno. Dopo una lunga battaglia con la malattia, morì nella sua casa inglese nel 1999, poco prima della sua introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame .

domenica 11 marzo 2018

Il mio 8 Marzo



Non credo di aver mai festeggiato la festa delle donne in tutta la mia vita ma quest anno sono stata invitata a celebrare questo avvenimento in un modo bellissimo: raccontando la storia di alcune donne per me molto importanti, che sono state tra  i pilastri del genere musicale che preferisco, il Soul. L’ho fatto in due posti: nel primo pomeriggio sono stata invitata a Contatto Radio Popolare Network, nella trasmissione “Delay” dove io e Fabio Fabbiani abbiamo virtualmente “pranzato” assieme, con un mio menù elaborato per l’occasione e accompagnato da una selezione di brani tutti al femminile. È stata una piacevolissima chiacchierata in cui si è parlato di vita da blogger, di "Cibo e Vino a 33 Giri" su Radiorogna,  con Federico Faggioni e del magnifico lavoro dei ragazzi del Lavoratorio Artistico..ma anche di cinema, di cibo e soprattutto di ottima musica, gustandoci una fetta di apple pie con gelato alla vaniglia..quella non era virtuale ma verissima!


                                                           Il Menù di Delay:
  • Aperitivo          

Martini Cocktail
 “You Only Live Twice” Nancy Sinatra

  • Antipasto

Tartare di avocado con gamberi crudi, pomodoro, cipollotti e glassa di aceto balsamico
“Tell Mama” Etta James

  • Primo

Orecchiette con pescespada, nocciole, pomodori secchi e cipolle di tropea
“River Deep, Mountain High” Ike & Tina Turner

  • Secondo

Cartoccio di salmone all’arancia con cavoletti di Bruxelles, cipolla e scaglie di mandorle
“Upside Down” Diana Ross

  • Dolce

Apple Pie con gelato alla vaniglia
“Son Of A Preacher Man” Dusty Springfield

  • Caffè, Grappa Barricata, Whskey

“Feelin’ Good” Nina Simone

…è stato un pomeriggio molto divertente e il tempo in compagnia di Fabio è volato!
Se ve la siete persa potete riascoltare la replica dell'intervista oggi alle 15.35 su www.contattoradio.it




A cena sono stata invitata dai ragazzi de “Il Poggio” a La Spezia dove per tre ore ho avuto il piacere di intrattenere un pubblico di persone meravigliose con i miei vinili e i miei racconti, tutti al femminile. Accompagnando il susseguirsi delle portate del buonissimo menù di Elena con i miei dischi, ho raccontato storie sulla vita di Brenda Halloway, Diana Ross & The Supremes,Tina Turner, Aretha Franklin, Etta James, Nina Simone,Dusty Springfield ,Amy Winehouse. Ho scelto di parlare di donne che hanno messo anima e corpo nella loro musica, vivendo vite complesse e talvolta molto dolorose. Ho parlato di amore, gioia, passione, dolore, peccato e nel farlo credo di aver trasmesso tutta la mia devozione per questo tipo di musica, che alimenta il mio lavoro da blogger e che ripaga la stanchezza delle mie notti insonni trascorse a scrivere..il momento che più mi ha emozionata è stato a fine serata, quando  tutte insieme ci siamo ritrovate a cantare “You Make Me Feel Like A Natural Woman” con il 45 di Aretha in sottofondo..le nostre anime si sono unite in un abbraccio che ha scaldato il mio cuore. Questa è la vera potenza del Soul!





domenica 4 marzo 2018

Orecchiette al ragu di tonno.





Questa ricetta è nata per un pranzo con un'amica speciale con cui ho trascorso ore piene di chiacchiere e musica..una di quelle giornate che vorresti non finissero mai!

Ingredienti:

  • 500 gr di orecchiette
  • 2 fette di tonno fresco.
  • 10 pomodori secchi
  • un cucchiaio di capperi
  • 1 scalogno
  • 3 cucchiai di granella di nocciole
  • olio extravergine d'oliva

Mettere a bollire una pentola piena d'acqua salata. Immergere i pomodori secchi in una ciotola piena d'acqua per 15 minuti, poi strizzarli e tagliarli a striscioline. Sciacquare i capperi e tagliarli a pezzi. Tagliare le due fette di tonno riducendole a cubetti. Affettare lo scalogno e scaldarlo in una padella con olio extravergine d'oliva. Aggiungere i pomodori , i capperi e i cubetti di tonno e cuocere per 10 minuti a fuoco basso, aggiungendo un mestolo d'acqua calda per sfumare. Non occorre aggiungere il sale visto la sapidità naturale degli ingredienti. Quando l'acqua bolle cuocere le orecchiette per 5 minuti, poi scolarle e ripassarle in padella con il ragù. Togliere dal fuoco e aggiungere i tre cucchiai di granella di nocciole, mescolando bene.

Song: "She's Leaving Home" The Beatles




Un giorno mentre stavo pranzando con una mia carissima amica e stavamo ascoltando “Sergent Peppers’s Lonely Heart Club Band” , al momento di “She’s Leaving Home” le ho raccontato di quanto mi piacesse quella canzone, della poesia degli arrangiamenti e della perfezione della vocalità di Paul Mc Cartney..ad un certo punto mi ha fermata e mi ha detto : “Tu devi scrivere di questa canzone, hai una luce speciale negli occhi mentre me ne stai parlando!”. E quindi ve la racconto..Quando Paul Mc Cartney  ha iniziato a scrivere "She's Leaving Home", non sapeva di aver incontrato la protagonista , Melanie Coe.  Un’articolo nell'edizione del 27 febbraio 1967 del Daily Mail  aveva semplicemente catturato l'attenzione del Beatle.  Raccontava di una ragazza di 17 anni di nome Melanie che era scappata di casa, lasciandosi alle spalle uno stile di vita tranquillo e un paio di genitori confusi.  "Non riesco a immaginare perché dovrebbe scappare", suo padre  detto nell'articolo  .  "Ha tutto qui ... persino la sua pelliccia."  McCartney ha visto il racconto come una parabola per il divario generazionale degli anni '60 - il rifiuto di una ragazza di una rispettabile vita di conforto  in favore del fatto di scappare e divertirsi un po 'con il rock' n 'roll.  "Il divertimento è l'unica cosa che il denaro non può comprare"  John Lennon  intona verso la fine di "She's Leaving Home." Anche se McCartney (e Lennon, che ha aiutato un po 'la scrittura della canzone) ha inventato molti dei dettagli della storia, che si basava semplicemente sulla notizia, non aveva idea di come bene aveva catturato la vita della ragazza.  Anni prima, Melanie era diventato una fanatica del rock,  apparendo nel programma di musica pop  Ready , Steady, Go!  nell'autunno del 1963. Partecipò a un concorso con altre tre ragazze adolescenti che implicava di mimare con la sincronizzazione delle labbra e la danza una canzone di Brenda Lee.  Il giudice del concorso era nientemeno che Paul McCartney e Melanie vinse il primo premio.   La ragazza benestante tralasciò i suoi studi animando le serate della scena  rock  del Soho's Bag O'Nails club Poi, all'inizio del 1967, decise che ne aveva abbastanza dei suoi genitori prepotenti e progettò di scappare da casa, lasciando la sua auto e la maggior parte dei suoi beni.  "Avevo 17 anni e sono scappata lasciando un biglietto, proprio come nella canzone", ha dichiarato la Coe  nel 2008. "Sono andata da un medico e mi ha detto che ero incinta, ma non lo sapevo prima di partire da casa, così sono scappata con il mio ragazzo, che era un croupier, anche se era stato "nel settore automobilistico" come dice la canzone.  Penso che mio padre abbia chiamato i giornali , la mia foto era in prima pagina.  Ha pensato che mi avessero rapita, perché dovevo andarmene?  Mi hanno dato tutto , cappotti, macchine.  Ma non amore.  I miei genitori mi hanno trovato dopo tre settimane e ho avuto un aborto ".  McCartney sapeva poco di tutto questo  quando scrisse "She's Leaving Home". Mentre McCartney ha romanzato la sua versione del teenager in fuga, Lennon ha contribuito alla prospettiva dei genitori.  McCartney ha accreditato a Lennon l'aggiunta del "coro greco" della vecchia generazione chiedendosi dove tutto fosse andato storto.  Lennon ha attinto alla sua esperienza personale, in particolare essendo cresciuto da sua zia Mimì, per catturare l'umore dei genitori. "Paul aveva il tema di base per questa canzone, ma tutte quelle frasi come '  Abbiamo sacrificato  la maggior parte della nostra vita ... Le abbiamo dato tutto ciò che il denaro poteva comprare  "quelle erano le cose che mi diceva Mimi",disse  Lennon   .  "Era facile da scrivere."
McCartney voleva  far registrare "She's Leaving Home" al più presto. Pensava che un ensemble di archi avrebbe portato il tono giusto alla canzone.  Ha chiamato il produttore  George Martin  per invitarlo il giorno successivo a scrivere il sostegno orchestrale.  Ma Martin, che ha prodotto altri artisti, aveva già prenotato una sessione con Cilla Black.  McCartney si è infastidito del fatto che Martin non avrebbe fatto di tutto per lavorare sulla sua ultima idea.  Rifiutando di aspettare che il produttore diventasse disponibile, contattò un altro uomo che avrebbe potuto fare il lavoro: Mike Leander, che era disponibile a incontrarsi con McCartney in breve tempo.  Ascoltò le idee del Beatle e partì per creare gli accordi per arpa, violini, viole, violoncelli e contrabbasso.  La fretta di McCartney sconvolse Martin, che era stato l'unico a organizzare la musica sulle registrazioni dei Beatles.  Sebbene sia stato ferito dalla volontà di McCartney di lavorare con qualcun altro in un momento, Martin ha accettato di produrre ancora la sessione e dirigere i musicisti per i Beatles.  Ha apportato alcune piccole modifiche, ma a malincuore ha ammesso che Leander aveva fatto un buon lavoro . Paul Mc Cartney teneva talmente tanto alla buona riuscita di questa registrazione che si fece odiare da buona parte degli orchestrali e da Lennon, che si dichiarò esausto delle interminabili sessioni di registrazione. La stupenda ballata, che non presenta strumentazione di nessun Beatles e voce solo di Lennon e McCartney, diventerà la traccia Sei in “ Sgt.  Pepper's Lonely Hearts Club Band”  , pubblicato il 1 giugno 1967. E Melanie scoprì solo da adulta che parlava di lei: "Paul anni dopo era in programma a parlare di come avesse visto un articolo di giornale e di esserne stato ispirato,  mia madre ha messo tutto insieme e mi ha chiamato per dire, 'Quella canzone parla di te!'. Non riesco ad ascoltare la canzone.  È troppo triste per me.  I miei genitori sono morti molto tempo fa e non siamo mai riusciti a risolvere i nostri conflitti. "
..she’s leaving home, bye bye..